Logo Repubblica.it
CERCA
SCRIVI

Oggi in edicola

9 giugno '98

8 giugno '98

7 giugno '98

6 giugno '98

5 giugno '98

4 giugno '98

3 giugno '98

2 giugno '98

1 giugno '98

31 maggio '98

30 maggio '98

29 maggio '98

28 maggio '98

27 maggio '98

La guerra del ponte


I PARTNER del centrosinistra, e in particolare i Verdi e Rifondazione comunista, rischiano di combattere (e forse di perdere) un'altra battaglia di retroguardia sul fronte meridionale. E' quella che si sta svolgendo, all'interno della stessa maggioranza e tra questa e l'opposizione, intorno al controverso progetto per il ponte sullo Stretto di Messina. Mentre la multinazionale giapponese Mitsubishi rendeva nota proprio ieri una lettera d'intenti, con cui manifesta il proprio interesse a partecipare alla realizzazione dell'opera sia in qualità di costruttore che di finanziatore, la conferenza dei capigruppo del Senato ha rinviato ancora una volta a giovedì prossimo l' esame delle mozioni sul ponte, già in programma per dopodomani.
Ufficialmente la decisione è stata presa per consentire anche ai senatori di tifare davanti alla tv per l'Italia, al suo esordio nei Mondiali di calcio contro il Cile (sic!). Ma verosimilmente le tensioni e i contrasti tra i partiti del centrosinistra hanno consigliato di prendere ulteriormente tempo, per evitare una rottura della maggioranza su questo "pomo della discordia". Niente di male, se questo servisse ad approfondire il confronto e a maturare meglio una scelta definitiva. Guai, però, se servisse a prolungare un braccio di ferro a colpi di veti e intimidazioni.
Con il piano di fattibilità finanziaria presentato nei giorni scorsi dal Mediocredito centrale, secondo cui la totalità del progetto potrebbe essere a carico dei privati come conferma ora anche la Mitsubishi, sono caduti gli ultimi alibi. Ora si tratta di prendere una decisione, nell'interesse delle due regioni direttamente coinvolte, la Sicilia e la Calabria, e di tutto il Mezzogiorno. Quello che non si può fare invece è continuare a minacciare la stabilità del governo in nome di una posizione di parte, tanto legittima quanto minoritaria. In democrazia, la regola è che prevale la maggioranza e in questo caso si tratta di una larga maggioranza, anche al di fuori del centrosinistra e dello stesso Parlamento.

Commenti

Interni

Esteri

Cronaca

Economia

Cultura

Spettacoli

Sport

TORNA A: