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Sommario generale
Introduzione
Perché un'ontologia
Ontologia del De expetendis rebus
Struttura dell'ontologia
Esempi
Come usare l'ontologia
Codice sorgente

Giorgio Valla
Valla e il suo tempo
Biografia di Giorgio Valla
Opere di Giorgio Valla
Regesto delle lettere

Il De expetendis rebus
Il De expetendis rebus
Struttura del De expetendis rebus
Fortuna del De expetendis rebus
Immagini della stampa
   
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Sviluppo dell'ontologia del De expetendis rebus

26 marzo 2008


Il De expetendis rebus è un'opera difficile da consultare e da comprendere. L'enciclopedia in quarantanove libri che abbiamo oggi, sia che il risultato editoriale finale sia coincidente con le aspettative e con l'ispirazione del suo autore Giorgio Valla o che sia semplicemente il risultato di una rielaborazione frettolosa e di una redazione poco attenta fatta da Giovanni Pietro Cademosto, figlio adottivo di Giorgio Valla, non è certamente un manuale scolastico. Se, da un lato, la mole di informazioni contenute all'interno del De expetendis rebus possono aver contribuito a fargli avere un grande successo tra i matematici del Rinascimento, è vero anche che, dall'altro lato, la confusione con cui queste informazioni sono elencate, e anche la quantità stessa di materiale contenuto nel De expetendis rebus, è stato uno dei motivi che, forse, hanno fatto cadere quest'opera in un oblio silenzioso da parte degli studiosi moderni.

Certamente ci rendiamo conto che sarebbe utopistico pensare, col nostro solo lavoro, di poter sistemare la confusione e liberare dall'oscurità, anche solamente tutti e soli i libri matematici. Tuttavia speriamo di poter contribuire in modo essenziale sia a rendere la consultazione dell'opera più facile, sia a proporre uno studio rigoroso dei libri matematici.

L'ontologia da noi creata permette di rintracciare all'interno dei diciannove libri matematici del De expetendis rebus tutte le occorrenze del nome di un autore, ad esempio se vogliamo sapere se e dove Valla cita ``X'' basta scrivere ``X'' nelle query o cercare il nome ``X'' direttamente nella lista dei nomi citati e avremo come output i capitoli e i libri in cui compare esplicitamente il nome ``X''. Questa interrogazione è invertibile, vale a dire se vogliamo sapere quali autori sono citati, ad esempio nel capitolo 3 del libro V l'ontologia fornisce tutta la lista. L'ontologia prevede anche la possibilità di poter ricercare l'autore ``X'' sia col nome latinizzato sia col nome di uso moderno.

Tramite la nostra ontologia è possibile anche sapere quali sono state le diverse fonti usate da Valla per comporre la sua grande enciclopedia, ovvero se si vuole sapere quali fonti classiche sono state usate per comporre il capitolo y del libro Z, l'ontologia fornisce - laddove siamo stati in grado di identificarle - l'opera e l'autore o gli autori che Valla ha tradotto in quello specifico capitolo. Anche in questo caso l'ontologia prevede una proprietà inversa, ovvero dato un autore classico o un'opera si sa se è stata utilizzata nei libri matematici del De expetendis rebus e dove è stata usata. Tramite l'ontologia è possibile sapere anche dove e da chi sono stati usati i libri matematici del De expetendis rebus.

L'ontologia inoltre, fornisce informazioni sugli autori in essa contenuti e sulle opere da loro composte; infine tramite l'ontologia è possibile sapere di cosa tratta un capitolo e viceversa, se si vuole sapere dove un determinato argomento viene trattato è possibile interrogare l'ontologia, la quale darà in output i capitoli che parlano dello specifico argomento.

Attualmente tramite l'ontologia si hanno moltissime informazioni riguardo il testo e il contesto del De expetendis rebus, almeno per quanto concerne i libri matematici, ma non è possibile consultare tramite l'ontologia direttamente l'opera originale di Valla. Diciamo subito che per porre rimedio a tale mancanza, stiamo creando un programma (uno script in Java) che si interfacci con l'ontologia e dia in output le immagini digitalizzate delle pagine dell'edizione a stampa del De expetendis rebus. La parte meccanica, ovvero quella di tagliare, indicizzare ed etichettare tutte le pagine del De expetendis rebus è stata da noi conclusa, attualmente stiamo lavorando per perfezionare il programma, cercando di individuare e correggere gli errori di tipo formale e concettuale.

Entreremo ora nello specifico del lavoro informatico che abbiamo fatto.

Nel lavoro di creazione dell'ontologia del De expetendis rebus abbiamo iniziato scrivendo una lista di tutti i termini sui quali intendevamo scrivere delle affermazioni; ci eravamo posti il problema di quali fossero i termini di cui volevamo parlare, di quali fossero le proprietà associate a tali termini e che cosa volessimo dire a proposito di essi, quindi abbiamo cercato di darci delle risposte. L'ultimo passo di sviluppo è stato la creazione delle istanze delle classi presenti nell'ontologia.

Il linguaggio che abbiamo utilizzato per la stesura dell'ontologia del De expetendis rebus è OWL, definito nel 2004 dal World Wide Web Consortium (W3C) ; mentre per la definizione di ontologie OWL utilizzeremo l'editor open source Protégé-OWL. Un'ontologia scritta in OWL è formata da ``Individuals'', ``Properties'' e ``Classes'', che corrispondono in Protegè a ``Instances'', ``Slots'' e ``Classes''. Gli ``Individui'' rappresentano gli oggetti del dominio; un'importante differenza tra Protegè e OWL sta nel fatto che in OWL non viene usato l'``Unique Name Assumption'' (UNA), ovvero non è possibile riferirsi allo stesso ``Individuo'' usando due differenti nomi e, nel caso si voglia usare due nomi diversi si deve espressamente dire che entrambi si riferiscono allo stesso ``Individuo''. Le ``Proprietà'' sono relazioni binarie, possono avere un'inversa, essere transitive o simmetriche.

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